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<<Aspetta che il tuo sogno si avveri, e sarai liberato. Il tempo non c’entra, qualche minuto o qualche secolo, non fa differenza. L’attesa finisce sempre per essere ripagata>>

 

 



Il proposito di questa nuova produzione è trasmettere ad un pubblico sempre più vasto il lavoro realizzato dall’Associazione Piccolo Teatro Comico, il cui fine è promuovere e divulgare l’arte della drammaturgia contemporanea.
La passione per il teatro, la musica e soprattutto per il sogno, hanno ispirato la realizzazione dello spettacolo “Il Violino Nero”, tratto dall’omonimo romanzo di Maxence Fermine.
Attraverso la voce di un liutaio, il genio di un violinista e l’espressione corporea di una donna misteriosa raccontiamo una storia, con l’idea di poter rivivere sentimenti comuni fra noi ed il pubblico. Insieme ai nostri personaggi vorremmo dimostrare l’importanza di non perdere mai la capacità di sognare.
Questo spettacolo è intriso di sentimenti ed emozioni e l’intenzione, e la nostra modesta presunzione, è portare lo spettatore a teatro per offrirgli l’occasione di uscire dalla realtà per condividere insieme proprio un sogno.

 

 



Lo spettacolo è la rappresentazione di un sogno, che contiene frammenti di realtà. Tre sono i protagonisti: un liutaio, discepolo del grande Stradivari, che arriva a superarne gli insegnamenti, un violinista dal talento naturale ed eccezionale e una fanciulla, che possiede una voce sublime quanto il canto delle sirene.
La storia si svolge a Venezia, città intrisa di una magia che ferma il tempo, placa i suoni e prolunga i silenzi, ed è scenario ideale per l’amore e la musica.
Buio in scena, le luci in sala accolgono lo spettatore nel mezzo di una festa in maschera nel salone di Palazzo Ferenzi, ricco e fastoso. Il giovane liutaio Erasmus si aggira tra il pubblico, cerca tra gli invitati una donna di nome Carla Ferenzi, per consegnarle un violino commissionatogli dal conte Ferenzi, suo padre, costruito solo per lei. Quando la incontra sulla scena Erasmus è ammaliato da questa fanciulla dai capelli nerissimi e dagli occhi ancora più neri e profondi. Poi, ascoltandola cantare rimane estasiato dalla sua voce divina e a detta di tutti inimitabile. Per amore della ragazza e della musica Erasmus accetta quella sera stessa una strana sfida: per dimostrare la propria bravura dovrà costruire un violino che riproduca in modo fedele la voce di Carla. Il liutaio giura a se stesso di riuscire a riprodurre quella voce con un violino nero, colore degli occhi e dei capelli dell’amata.
Molti anni dopo quella scommessa incontriamo Johannes Karelsky, un giovane violinista francese di grande talento, il cui unico desiderio segreto è comporre un’opera talmente sublime da rivolgersi ai cieli e parlare con Dio. Johannes, arruolato nell’ esercito di Napoleone, viene ferito gravemente in battaglia e nell’ora estrema vede apparire una donna misteriosa che canta per lui una melodia celestiale per ridonargli la vita. Da quel momento il violinista sarà testimone e complice di un incantesimo consumatosi molti anni prima, di cui comprenderà il significato a poco a poco, proprio a Venezia.


Sul palcoscenico del Violino nero scopriremo due attori e due ballerine che si uniranno in un solo essere per raccontare la stessa storia.
La lavorazione dello spettacolo ha coinvolto le nostre emozioni nel profondo, perché il teatro, arte in sé molto intima, ci ha costretto a portare in scena sentimenti che ognuno di noi prova in modo del tutto personale, nel tentativo di renderli universali e condivisibili da tutti.
Lasceremo il giudizio sul risultato finale della rappresentazione al pubblico, nel nostro cuore rimarrà la soddisfazione per aver portato a termine questo progetto con l’entusiasmo, senza il quale non sarebbe stato possibile superare le difficoltà, e con lo stupore di vedere realizzati insieme, grazie a quest’opera, un grande sogno e il fondamento di una grande amicizia.

 

 


 

PER INFORMAZIONI:
Adattamento, Regia, Assistenza
e organizzazione

MARIAELENA DIANA
Cell. 338.3533941
e-mail:
me.diana@tin.it